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Focus

Una Costituzione per il web in 14 punti

La Carta dei Diritti di internet elaborata da un’apposita Commissione voluta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini si avvicina alla sua stesura finale con una proposta in 14 punti che sarà oggetto di una consultazione pubblica online sul sito della Camera (http://camera.civi.ci/) a partire dal prossimo 27 ottobre e per 4 mesi. In questa fase tutti potranno contribuire alla versione definitiva suggerendo idee, modifiche ed integrazioni o cancellazioni. Gli articoli spaziano dal diritto di accesso all’educazione, alla neutralità della rete, dalla privacy e all’oblio con un’attenzione particolare alla tutela dei diritti della persona, esplicitamente riconosciuta dall’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali, che costituisce il riferimento necessario per una specificazione dei principi riguardanti il funzionamento di Internet, anche in una prospettiva globale. I punti cardine a cui si è ispirata questa Dichiarazione dei diritti sono il riconoscimento della libertà, dell’eguaglianza, della dignità e il rispetto della diversità dei singoli individui. La salvaguardia di questi principi è uno strumento indispensabile per garantire un utilizzo informato e consapevole della rete.

Oltre alla tutela dei diritti della persona, al diritto di accesso alla rete in condizioni di parità, alla neutralità della rete, nel documento viene menzionata la necessità di tutela dei dati personali nel rispetto della dignità e della riservatezza della persona e la possibilità di accedere ai propri dati personali senza limiti o restrizioni per modificarli, integrarli o decidere di cancellarli secondo le modalità previste dalla legge. Gli articoli successivi riguardano l’inviolabilità dei sistemi e domicili informatici, il corretto trattamento automatizzato dei dati personali e il diritto all’identità che si possono considerare parte integrande di un unico principio ispirato al diritto di tutela della privacy di ciascun individuo.

A seguire viene considerato il diritto all’anonimato per consentire a ciascun individuo di comunicare via web in forma anonima per esercitare i propri diritti senza dover subire censure o discriminazioni. Molto dibattuto per le molteplici implicazioni è il principio del diritto all’oblio chegarantisce il diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati che per il loro contenuto o per il tempo trascorso dalla pubblicazione non hanno più rilevanza. Viene infatti precisato che se la richiesta di cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei dati è stata accolta, chiunque ha diritto di conoscere tali casi e di impugnare la decisione davanti all'autorità giudiziaria per garantire l'interesse pubblico all'informazione. Gli articoli successivi riguardano la tutela dei diritti delle persone sulle piattaforme digitali, ossia il diritto di ricevere informazioni sul coretto utilizzo dello strumento in uso e la garanzia di essere informati in caso di mutamento delle condizioni contrattuali oltre al fatto di non dover subire comportamenti che possano in qualche modo determinare difficoltà o discriminazioni di accesso. Molto attuale il riferimento alla tutela della sicurezza in rete nell’interesse delle singole persone. Proprio in virtù del diritto di manifestare il proprio pensiero senza restrizioni è infatti opportuno garantire che questo avvenga nel rispetto altrui, nella tutela della dignità delle persone da abusi connessi a comportamenti negativi, quali l'incitamento all'odio, alla discriminazione e alla violenza. L'articolo sottende anche la piaga del cyberbullismo e dello stalking in rete. Contempera il diritto alla libertà d'espressione con la tutela da comportamenti diffamatori e violenti che dalla rete possono diffondersi al mondo reale. A questo si collega l’articolo successivo del diritto all’educazione, secondo cui ogni persona ha diritto ad acquisire le competenze necessarie per un utilizzo consapevole e corretto di internet. In questo contesto assume pertanto un’importanza fondamentale il ruolo della dimensione culturale ed educativa per garantire l’effettività del diritto di accesso alla rete e della tutela delle persone dalla stessa e da comportamenti che se non correttamente indirizzati potrebbero diventare lesivi delle libertà altrui. Dal diritto all’educazione ne consegue l'obiettivo di favorire lo sviluppo del pensiero critico, la tutela e la promozione di valori, principi, e convenzioni spesso trascurati nella società. Per un'educazione al rispetto delle diversità biologiche e culturali. La Carta dei diritti si conclude con un articolo che definisca i criteri per il governo della rete. Internet vuole dotarsi di regole conformi alla sua dimensione universale e sovranazionale, volte alla piena attuazione dei principi e diritti prima indicati, per garantire il suo carattere aperto e democratico, impedire ogni forma di discriminazione ed evitare che la sua disciplina dipenda dal potere esercitato da soggetti dotati di maggiore potenza economica. Con questo ultimo principio che riassume quindici anni di dibattito in sede Onu sull'importanza di regole e principi condivisi per la governance si ribadisce la necessità di un governo partecipato della gestione di Internet da parte di soggetti pubblici e privati, a ogni livello: infrastrutturale, tecnico, legale e contenutistico.

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