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Focus

LA TERRA CHIAMA, LA LUNA RISPONDE: intervista all’astronauta LUCA PARMITANO

Come si è preparato fisicamente e psicologicamente ad affrontare questa missione così impegnativa?

La preparazione a una missione di circa sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale ha una durata di circa 24 mesi. La durata di questo addestramento potrebbe sembrare molto lunga, forse eccessivamente, ma in realtà una semplice analisi permette di scoprire che non è così. Un astronauta deve essere in grado di gestire moltissimi eventi del tutto diversi fra loro, in un ambiente assolutamente unico e irriproducibile sulla superficie terrestre. Per questo trascorriamo centinaia, se non migliaia, di ore in simulatori estremamente realistici. La familiarità con le procedure e con gli strumenti con cui abbiamo un interfaccia ci dona quella confidenza indispensabile per condurre con successo una missione spaziale.

166 giorni nello spazio sembrano tanti...è stato mai colto dalla noia oppure ogni giorno era una scoperta nuova?

In ognuno dei 166 giorni in cui ho vissuto e lavorato in orbita ho sempre pensato che si trattasse di uno straordinario privilegio. Mi sono riservato pochissimo tempo libero, e ne ho utilizzato gran parte per condividere questa esperienza con tutti i mezzi che avevo a disposizione. In queste condizioni, è impossibile annoiarsi.

Ha mai provato paura durante la missione? E se sì, in che occasione?

La paura è uno strumento molto raffinato che viene da migliaia di anni di evoluzione: un campanello di allarme che ci avverte quando le cose non procedono normalmente. Il modo migliore di controllare la paura è avere una perfetta conoscenza dell'ambiente, delle procedure, degli strumenti a nostra disposizione. In tal modo, la paura diventa un soffuso rumore di fondo, ma non prende mai il sopravvento sulle nostre capacità. Sicuramente era lì durante il lancio, il rientro, o mentre effettuavo le mie attività extra veicolari - soprattutto quando ho avuto l'avaria durante la seconda EVA. Ma in quei momenti, la nostra attenzione è dedicata a creare un piano di azione, a risolvere il problema con lucidità: per pensare alla paura c'è tempo dopo.

Ripeterebbe questa esperienza o pensa che la seconda volta non le darebbe le stesse emozioni della prima?

Ogni esperienza è irripetibile, unica. Anche all'interno dei sei mesi della mia spedizione, non ho mai avuto la sensazione di vedere la stessa cosa: ad esempio, mentre osservavo il nostro pianeta, bastava che la luce fosse differente, o gli strati nuvolosi, o la stagione, perché tutto fosse meravigliosamente diverso. Questo è il mio lavoro, e sono pronto a ripartire.

Cosa ha provato nel vedere il mondo da lassù?!

E’ veramente difficile, se non impossibile, descrivere appieno tutte le emozioni che affollano la mente nel vedere il nostro mondo dallo spazio. Ho spesso pensato che servirebbe un artista per poterlo interiorizzare, un poeta per poterlo esteriorizzare. La fragile e intrinseca bellezza del nostro pianeta diventa incredibilmente evidente da lontano. La consapevolezza di esserne completamente separati dona lo stesso ansioso desiderio di un bimbo che corre ad abbracciare la madre nel momento in cui attraversa la soglia di casa. E non mi sono mai sentito più parte dell'umanità come quando la osservavo tutta insieme, quella presente, passata e futura, da quattrocento chilometri di distanza.

Qual è stata l'emozione più grande che ha provato?

Come quantificare le emozioni? ogni giorno portava novità, difficoltà, sfide, soluzioni... ma forse, se dovessi  proprio sceglierne una, l'emozione più forte è l'infinita gratitudine verso il mio Paese. Grazie all'Agenzia Spaziale Italiana ho ottenuto un volo. E ancora prima, tutto quello che ho realizzato lo devo alla formazione che in Italia ho ricevuto: quella scolastica, negli istituti che ho frequentato da studente; quella professionale, in Aeronautica Militare, come pilota cacciabombardiere e poi sperimentatore. E anche la mia formazione come uomo, figlio, marito, padre, il cui retaggio culturale è quello di 2500 di una Storia straordinaria, che ancora oggi può, deve contribuire allo sviluppo e all'evoluzione dell'umanità.

Com'è stato ritornare sulla terra ferma, dopo esser stato tanto tempo sospeso in aria?

Come ogni partenza e ogni rientro, la sensazione è quella di una grande avventura che si conclude. Fisicamente, nonostante i sei mesi in assenza di peso, mi sentivo, e tuttora mi sento, benissimo, forte e in forma. Psicologicamente ero pronto al rientro, e accanto alla nostalgia di lasciare la mia casa orbitale vi era il desiderio di riabbracciare le mie figlie, mia moglie, e tutte le persone a me più care. Oggi, dopo neanche tre mesi dal rientro, mi sorprendo a pensare alla mia avventura orbitale come se fosse un avvenimento già lontano, dai contorni sfumati come quelli di un bellissimo sogno.

Quale consiglio vorrebbe dare ai giovani che come Lei hanno il desiderio di scoprire e di realizzare i propri sogni, anche in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo?

Io ho moltissima speranza e fiducia nei giovani, e so di non essere il solo. Chi ha voglia di inseguire un sogno, sicuramente ha le possibilità di farlo, con caparbietà e voglia, in Italia come in qualsiasi altro Paese. L'Italia non è certo indietro al resto del mondo: faccio difficoltà a porre me stesso come esempio, ma la mia esperienza rappresenta un'opportunità di dimostrare che il sistema Italia (inteso come formazione, industria, politica) può funzionare bene e proporre modelli di eccellenza. Credo fermamente, perché non posso fare diversamente viste le mie esperienze, che le nostre classi dirigenti credono fortemente nella ricerca, nello sviluppo, nei giovani. Quindi direi loro di credere in se stessi, nei risultati che vengono solo con il lavoro, con l'impegno, con la passione: di non aspettarsi regali, ma di approfittare delle opportunità - di non attendere gli eventi, ma di esserne promotori. Di inseguire quei sogni, che siano i più elevati possibile, e sapere che varrà sempre la pena di percorrere il cammino che li porterà alla loro realizzazione , indipendentemente dal risultato finale.

Commenti   

0 #1 Federica 2014-02-19 21:40
voglio anch'io la luna!!!! anzi voglio provare queste bellissime emozioni! Grazie strepitosa intervista :-)

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