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Focus

TV: QUESTA..."CONOSCIUTA". Intervento di Anna Maria TARANTOLA, Presidente RAI

E dopo Carosello…tutti a letto!!! Anche questa famosa frase sembra non essere più valida a distanza di 30 anni dalla prima edizione della nota trasmissione. A subire profondissime trasformazioni, oltre il programma, è stata soprattutto “quella magica scatola nera” che è la televisione. Credo che il Carosello, rivisitato in chiave moderna e in onda oggi, sia lo specchio di questa grande trasformazione, sia tecnologica che sociale. Carosello di allora rappresenta la comparsa della pubblicità in Rai, è uno spazio dove il messaggio pubblicitario deve rispettare rigorose regole stilistiche e narrative. Difatti, il prodotto reclamizzato poteva essere citato solo all'inizio e alla fine di un breve spettacolo (135 secondi), durante il quale non é permesso di citare il prodotto stesso.

Già alla vista tutto è cambiato, il bianco e nero piatto e meno realistico, il Calimero piccolo e Nero, ha lasciato spazio al colore e quindi ad una rappresentazione sempre più uguale alla realtà; lo schermo piatto, oramai posizionabile in ogni angolo della casa, ha preso il posto del vecchio tubo catodico, che destinava alla tv uno spazio adeguato e quasi obbligato; Il numero di televisori per famiglia è aumentato vertiginosamente, da un apparecchio per casa, o addirittura in comune con più famiglie, ad un televisore per stanza, ognuno sintonizzato sul canale preferito, scelto, oltre tutto, tra una miriade.

''La Rai, Radio televisione italiana, inizia oggi il suo regolare servizio di trasmissioni televisive''. È il 3 gennaio 1954 quando con questo annuncio Fulvia Colombo, in diretta dagli studi di Milano, dava inizio  alla programmazione regolare della nostra televisione, in un Paese ancora piuttosto frammentato, soprattutto dal punto di vista linguistico e i cui i livelli di analfabetismo erano abbastanza elevati. Bisognava “insegnare l’italiano” alla massa, alfabetizzare e rendere accessibile a tutti la cultura. In questo quadro il ruolo della televisione nei primi anni fu fondamentale dal punto di vista pedagogico ed educativo, riuscendo a raggiungere tutti gli strati della popolazione, soprattutto quelli maggiormente svantaggiati.

Trasmissioni per combattere l'analfabetismo, una per tutte “Non è mai troppo tardi”, il Telegiornale, “La domenica sportiva”,“Arrivi e partenze”, “Teleclub”, fino ad arrivare a “Lascia o Raddoppia”, a “Il Musichiere”, a “Canzonissima”, oltre che al teatro d’autore, e a trasmissioni sull’arte e ai primi Talk show. Cominciò così l’avventura del piccolo schermo nel nostro Paese con una lunga serie di palinsesti e di programmi che hanno accompagnato e fatto la storia dell’Italia.

Basta poco più di un decennio, infatti, e si affacciano sullo schermo, oltre a quelli culturali, anche programmi di intrattenimento che divertono il grande pubblico e distraggono dalla routine e dalla vita quotidiana a volte pesante. La televisione diventa un mezzo di comunicazione di massa, tutti possono comprarne una; tutti hanno l’opportunità di diventare cittadini dell’etere e  ci si rende da subito conto che la televisione si trasforma e diventa sempre più un potente strumento di controllo delle masse, attraverso il quale manipolare pensieri, idee, opinioni. Il must più attuale è diventato “l’ha detto la tv” …e se è così…è di innegabile verità.

Ognuno di noi auspica una televisione “finestra sul mondo”, strumento di comunicazione e conoscenza. Molti sono coloro che invece lamentano la bassa qualità dei programmi televisivi, e dicono no ad una televisione che spettacolarizza i sentimenti, entrando nel privato di ognuno.

Oramai siamo catturati dalla televisione e diventiamo parte di uno spettacolo collettivo dove l’apparire e la bellezza sono le caratteristiche principali da rincorrere, dove la spettacolarizzazione o l’esasperazione della realtà o dei sentimenti privati, sono all’ordine del giorno, rispetto ai programmi informativi ed educativi.

Chissà cosa si scriverà nei prossimi anni sull’evoluzione della televisione e dell’offerta televisiva di questi giorni, chissà se questo grande mondo si riuscirà a concentrare in una semplice descrizione di poche righe e soprattutto…chissà se useremo ancora il telecomando!!!

Anna Maria TARANTOLA

Presidente della RAI

 

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